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 Bianchi viaggi

LA STORIA DELLA FAMIGLIA BIANCHI

Nuovo Stemma con i nomi più diffusi dei Bianchi

Bianchi Carlo:

Nasce a Milano nel 1826, era figlio con 12 fratelli di un Bianchi che si sposò due volte (rimase vedovo e si risposò) ed ebbe in tutto 13 figli ai quali lasciò un palazzo per ciascuno in città in eredità. Carlo ereditò un palazzo di 5 piani in via della Spiga al 13 ove poi entrò la casa editrice Sozogno e una vigna fuori porta con terreno agricolo di almeno due ettari. Tali sostanze erano dovute al fatto che il padre era uno dei più importanti commercianti di pietre preziose, fornitore esclusivo di parecchie case regnanti in Europa. Aveva uffici e negozio in passaggio Carlo Alberto, ove ora vi è un negozio di foto ed era proprietario dell'intero stabile proprio in faccia al duomo. Personaggio molto eccentrico usava portare come copricapo il cilindro e si racconta che lo teneva anche quando si coricava.

Al primo piano di questo stabile abitò mio padre Vittorio Bianchi appena sposato e vi nacque nel 1907 mio fratello Luigi (Gigino) Bianchi.
Nel 1848, Bianchi Carlo, laureando in legge all'Università di Pavia partecipò alle Cinque Giornate di Milano: in particolare con altri studenti sul campanile di S.Babila con fucili a palla sparava ai sergenti di una batteria austriaca appostata ai Boschetti che bersagliava le barricate di Porta Venezia (via Senato). Alla base del campanile sono tutt'ora visibili le scheggiature provocate dalle palle di cannone.
Colei, che fu poi sua moglie, Giovanna Perrucchetti con altre ragazze della Milano-bene di allora provvedeva alla ricarica dei fucili.
Bianchi Carlo divenne un noto professionista di Milano e Lombardia, fu curatore testamentario di Alessandro Manzoni e morì intorno al 1903 (non certa).

 

Perrucchetti Giovanna (n. 8/2/1829 m. 28/9/1907 -Rip.113 Galleria Super Ponente Cella 67 Cimitero Monumentale-):

Nasce a Groppello (PV) nel 1829 ma domiciliata a Milano. Il padre, bergamasco aveva una casa (colonica e padronale) con annessi terreni.
Ebbe due fratelli, uno più anziano attratto da Garibaldi e uno più giovane, Giuseppe Domenico che fondò il corpo degli Alpini. Ufficiale di Stato Maggiore fu Generale di Corpo d'Armata e Senatore del Regno, morì nel 1916. Nel 1848 come tanti altri rampolli della media borghesia milanese partecipò ai moti, per quello che poteva fare una ragazza sui 20 anni.

La loro abitazione situata in via Montenapoleone al 21 era luogo di incontro di coloro che stavano tramando una ribellione. Ora sulla facciata vi è una targa a memoria.
Racconto un episodio tramandato da mio padre:"rientrati gli Austriaci dopo la battaglia di Novara, le case in "odore di sovversione", venivano regolarmente perquisite dai gendarmi Austriaci, senonchè la madre allora avvenente vedova poco più che quarantenne conosceva sentimentalmente un Tenente Colonnello austriaco, il quale prese personalmente il comando della pattuglia incaricata del sopralluogo e volle lui di persona ispezionare il camino della sala da pranzo. Allontanò con una scusa gli sbirri che lo attorniavano e scostato il paracamino vide in perfetto ordine sette fucili con una scorta cospicua di munizioni. Soffocando un'imprecazione teutonica, non conoscendo una parola di italiano, ma parlando in perfetto milanese esclamò: "ma sciura...una persona fina cume lèe la g'ha de tegnì un camin inscì vùnc. Che la ciàma subit chi de duvèer per fàl netà". E così tutto filò liscio ma non si sa come andò a finire tra la la signora Giovanna e l'austriaco... Morì alla fine del 1907, non senza aver tenuto in braccio mio fratello Luigi (Gigino) di 6 mesi.

 

Dal matrimonio fra Bianchi Carlo e Perrucchetti Giovanna nacquero tre figli:

Bianchi Francesco: nasce nei primi anni del 1850, fu Farmacista a Pavia dove si era Laureato, indi a Gorgonzola dove sposò una certa Contini ed ebbe due figli: Carlo che fu Farmacista a Travedona (VA) sul lago di Monate. Ritiratosi dal lavoro si ritirò a Dagnente dove acquistò una villa con ampio parco (ora passata di propietà a Bianchi Vittorio, chirurgo vascolare a Pavia) morì scapolo, e Antonio che fu propietario della farmacia di Gorgonzola ebbe dalla moglie chr morì intorno agli anni 1920 di Spagnola due figlie e un figlio Antonietta, Maria e Francesco.

Bianchi Giuseppina (Pina): nata intono al 1850 sposò un Cuchi de Alessandri, banchiere a Milano e agente di cambio. Ebbe 2 figli: Cipriano che continuò l'attività bancaria e...(non so).

Bianchi Vittorio: nasce a Romano di Lombardia (BG) il 19/9/1860 dove la madre possedeva una villa padronale con terreni e in estate vi si recava a soggiornare.
Fin da giovane intraprende la carriere militare che lo portò fino al grado di Generale.

Sposatosi molto tardi per le varie campagne militari si sposò con Regina Wiget, avvenente signorina svizzera molto più giovane, dalla quale nel 1907 nacque Luigi, poi Giancarlo ed infine il sottoscritto Giuseppe nel 1920. Di mio padre ricordo quando mi avviò alla pratica della pesca, passione che tutti noi tre fratelli abbiamo coltivato fino al momento di trapassare in un'altra vita e ricominciare ad andar per fiumi e laghi a pesca.

 

Ora voi che avete letto questa breve storia sappiate che finalmente ci siamo tutti e tre ritrovati, Luigi, Giancarlo ed Io. Luigi e la moglie Maria hanno avuto come figli: Antonio, Edwige, Vittorio e Giorgio. Giancarlo e la moglie Maria: Giovanna, Vittoria, Lele e Francesco. Giuseppe e la moglie Armida il solo Francesco. Qui finisce la storia... abbiamo altro da fare... ovviamente pescare...

 

Giorno della laurea 21 aprile 2017

 

 

Ma la storia non finisce, Francesco, colui che sta proseguendo il racconto sposa Giuliana e all'età di 40 anni nasce Maria. In un attimo il passar del tempo diventa travolgente e la Piccola-Maria diventa adulta e autonoma e vola per il Mondo a cercar fortuna...