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Alpi Orobie

 

   

Il rifugio Alpini Campovecchio sorge in un’ampia conca tra boschi di conifere e prati solcati dall’omonimo torrente con i suoi innumerevoli ponticelli. La zona è estremamente tranquilla e rilassante, ideale sia per riposare, sia per ripartire, dopo essersi rifocillati al rifugio, verso mete più impegnative. Basterà infatti proseguire lungo i sentieri per incontrare facilmente caprioli e camosci o per sentire il fischio delle marmotte. Il tutto sotto lo sguardo benevolo dei monti Sellero (m. 2744) e Telemark (m. 2753), che chiudono la testata della valle e ci dominano dall’alto.
Per raggiungere il rifugio, dobbiamo scendere dall’Aprica in direzione di Corteno Golgi. Dopo circa cinque chilometri, in località Campagnola, lasciamo la statale 39 e prendiamo sulla destra la deviazione che conduce al paesino di S. Antonio (m. 1124). Giunti qui, dobbiamo lasciare l’auto nel vasto parcheggio che troviamo all’inizio dell’abitato e proseguire a piedi. Infatti da questo punto a nessun mezzo è consentito il transito, in quanto tutta la zona fa parte della riserva naturale delle valli di S. Antonio che, più a monte, si ricongiunge col parco della Val Belviso-Berbellino.
Addentratici tra le baite del paese e superata la chiesina di S. Antonio, iniziamo a salire tenendoci sulla destra del torrente Brandet (segnavia 129). Questo primo tratto in pavé è abbastanza ripido. Lo seguiamo fino ad incontrare, sulla destra, una deviazione (località Forno – m. 1270), che imbocchiamo, per la Valle di Campovecchio. Sempre in salita, mentre ci allontaniamo dal torrente e ne sentiamo sciamare pian piano il rumore, troviamo lungo il cammino tre baite (Barbis) .
Poco dopo la salita termina; il dislivello è stato interamente superato e ci rimane da compiere solo una bella passeggiata in piano, al fresco dell’abetaia. Quando ritorniamo al sole, siamo nei pressi di un ponte coperto che ci consente il passaggio sull’altro lato del torrente Campovecchio, ove troviamo diverse baite. Piegando a sinistra, in breve siamo al rifugio. Tempo impiegato: un’ora. Esiste anche una variante (segnavia 24 o 124) più diretta che ci può far risparmiare circa quindici minuti. In questo caso bisogna prendere il sentiero che parte a lato della chiesa di S. Antonio e seguirlo fiancheggiando il torrente, tra pascoli e boschi, fino al rifugio.