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Alpi Orobie

 

   

Il rifugio Benigni è adagiato nella stupenda conca del Lago Piazzotti; lo sguarda spazia verso Nord alle maestose cime della Val Masino ove è ben distinguibile la mole del Monte Disgrazia e verso Sud alle montagne della Val Brembana.
1- E' raggiungibile dal rifugio Salmurano, al quale rimandiamo per l'itinerario sin lì. Da quest'ultimo (arrivo della seggiovia) si percorre il "Pianone" fino all'estremità della valletta ove notiamo una piccola casetta dove termina l'impianto di risalita. Qui si devia a destra per il sentiero che a mezza costa, tra caratteristici rododendri, raggiunge il Passo Salmurano (m.2017). E' possibile arrivare sin qui anche seguendo un evidente sentiero che risale la sponda destra del "Pianone" e che appena prima del Passo si congiunge al primo descritto. Non possiamo sicuramente sbagliare strada ma per i più sbadati facciamo notare che basta tenere come punto di riferimento un grande palo dell'alta tensione a pochi metri dal Passo o una madonnina su di esso adagiata.
Qui si procede (segnavia gialli o bandiere rosso-bianco) perdendo lievemente quota puntando verso destra e costeggiando un crinale sino a giungere in breve ai piedi di una ripida canalina, zona nella quale tra l'alto sorge un bivio. Occorre risalire sulla destra il ripido tratto che porta in circa 30 minuti alla conca ove sorge il rifugio ed il limitrofo lago.
Si faccia molta attenzione sia alla salita che alla discesa dal canale in quanto presenta in alcuni punti notevoli difficoltà per i meno allenati o per chi frequenta poco la montagna.
Tempo di percorrenza ore 1.00 - 1.30 dal Rifugio Salmurano, un'ora in più partendo da Pescegallo.

2- Un secondo itinerario che parte da Pescegallo (m.1454) è, seppur meno breve, sicuramente più suggestivo e panoramico al cospetto di cime e laghi della zona, quest'ultimi senz'altro fattore caratteristico dominante in Val Gerola: non a caso il nostro sentiero è denominato "anello dei laghi".
Lasciata l'auto nell'ampio parcheggio della nuova seggiovia ci dirigiamo verso destra passando oltre la stazione dell'impianto di risalita. Un sentiero ben visibile si dirige a mezzacosta verso il limitare del bosco, dove comincia ben presto a salire. Quando ne usciamo fuori siamo in prossimità della località "Il Dosetto": già qui incontriamo una prima deviazione che sale al rifugio, lungo un percorso che però presenta alcune difficoltà alpinistiche.
Procediamo invece per il nostro sentiero sino a sbucare in un'ampia conca erbosa in Valle di Tronella, al centro della quale attraversiamo il torrente che la percorre. Proseguiamo e ben presto risaliamo una ripida valletta sospesa al culmine della quale si diparte verso destra un comodo sentiero.
Notiamo che sotto i nostri piedi scorre un canale di gronda.
Aggirato verso Nord il Pizzo di Mezzodì siamo ad un alpeggio con alcune baite che traversiamo sino ad immetterci in una stradetta. Questa, sospesa lungo il versante sinistro idrografico della Valle della Pietra ci conduce in breve ad un primo grande bacino: la diga di Trona (m.1805). Ma questo lago non andiamo a scrutarlo da vicino, ci teniamo infatti più in alto e proseguiamo tenendoci sulla sinistra, siamo entrati ora in Valle di Trona.
Costeggiato il Pizzo Tronella ed oltrepassato lo splendido Lago Zancone (m.1856) siamo in breve al bivio che porta al Lago Rotondo; lo ignoriamo però e risaliamo i detriti sino a congiungerci al sentiero che sale dal versante bergamasco. Qui il tracciato si fa evidente, ci guida presto al rifugio dopo aver valicato la Bocchetta di Val Pianella (m.2224).
Tempo di percorrenza ore 2.30.