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Cronologia di Milano dal 1051 al 1100

 



1051
Re Edoardo il Confessore d'Inghilterra, essendo senza eredi, designa quale suo successore il nipote Guglielmo, duca di Normandia.


1052
Bonifacio di Canossa viene assassinato durante una battuta di caccia vicino a Mantova, probabilmente su mandato dell'imperatore. Bonifacio lasciava tre figli minorenni: Federico, Matilde e un'altra bambina. Sopravvisse ai fratelli, che moriranno nel 1053, solo Matilde, di sette anni.


1053
Anselmo da Baggio (il futuro papa Alessandro II) rientra a Milano dalla corte di Enrico III perché la nobiltà maggiore milanese si è riavvicinata all'imperatore; è a Milano come messo imperiale.

Celebrazione solenne della festa dell'Esaltazione della croce alla presenza dell'arcivescovo, di tutto il clero e della comunità cittadina. Per la prima volta compaiono quali testimoni i fratelli Rogerio e Arderico da Soresina, famiglia capitaneale che verrà considerata nei secoli successivi la più nobile di Milano.



1054
Supplica all'imperatore Enrico III da parte di Arderico, abate di S. Vittore, affinché sia restituita alla sua abbazia la pieve di Cesano, occupata da Anselmo da Baggio (poi Alessandro II) e dai suoi fratelli.

A Marsiglia viene ritrovato "in quodam labro ex marmore candidissimo eum litteris aureis desuper scriptis" l'imperatore Massimiano, che la tradizione voleva fosse sepolto a Milano, nel mausoleo di S. Vittore al corpo (Chronicon Novaliciense, anno 1054).



1054
luglio
Esplode una supernova nella costellazione del Toro. Brillava tanto da essere distintamente visibile in tutta Europa; aveva una luminosità maggiore di qualsiasi altro corpo celeste, due o tre volte più brillante di Venere; al punto di massima brillantezza proiettava addirittura un'ombra; la sua colossale esplosione si è lasciata dietro una nube di detriti che gli astronomi chiamano nebulosa del Granchio.


1054
16 luglio
Scisma definitivo tra le chiese cristiane d'Oriente e di Occidente. Michele Cerulario, patriarca di Costantinopoli, accusa la chiesa di Roma come inquinatrice della vera dottrina cristiana e della morale.


1055
Goffredo da Bussero pone a questa data la fondazione della chiesa di S. Bartolomeo a Porta Nuova a Milano. Secondo il Giulini, la chiesa venne fondata invece alla fine del XII secolo, quando i canonici di S. Dionigi lasciarono la loro chiesa ai monaci. Nel Liber Notitiae sono citate due chiese con questo titolo, una in via De Gambaris, l'altra in via De Grassis.

Concilio di Tolosa contro gli eretici.



1055
11 gennaio
Muore l'imperatore Costantino IX Monomaco e gli succede Teodora.


1055
13 aprile Vittore II è papa. E' Gebardo, vescovo di Eichstadt, dei conti di Claw, lontano parente di Enrico III. Si trova subito impegnato a dirimere lo scisma di Cerulario. Approva la regola dei Vallombrosani, benedettini riformati, di Giovanni Gualberto.


1055
5 maggio Dieta di Roncaglia alla presenza di Enrico III, che risiede a Verona già da Pasqua. Guido da Velate è a fianco dell'imperatore.


1056
Anselmo da Baggio (poi Alessandro II) fa costruire a Milano la chiesa di S. Ilario presso la sua casa, di fronte alla chiesa di S. Giovanni alle Quattro facce; fonda e dota nel paese di Baggio la chiesa di S. Apollinare.


1056
21 agosto Muore l'imperatrice Teodora che ha nominato suo successore Michele VI.


1056
settembre A Milano Anselmo da Baggio (poi Alessandro II) viene consacrato ordinario del duomo da Guido da Velate.


1056
15 settembre Anselmo da Baggio (poi Alesandro II) e Guido da Velate sono a Goslar, dove Anselmo è nominato vescovo di Lucca. Non risulta che vi fossero contrasti tra Guido ed Anselmo, né che Anselmo fosse attratto dai patarini, e neppure che Enrico III avesse nominato vescovo di Lucca il da Baggio per allontanarlo da Milano. La nomina a vescovo di Lucca è un atto di fiducia del sovrano per controllare l'importante diocesi del marchesato di Toscana, dominato dal potente Goffredo di Lorena. Alla corte si risolve probabilmente la controversia tra il monastero di S. Vittore e i da Baggio.


1056
5 ottobre Muore Enrico III a Bodsfeld nell'Harz e viene sepolto a Spira.


1056
dicembre Enrico IV, di sei anni, è re di Germania sotto la tutela della madre Agnese, dal 1055 regina di Baviera, e di Annone, vescovo di Colonia. Fino alla maggiore età di Enrico manca di fatto l'imperatore.


1057
Prima predicazione a Milano di Arialdo di Cucciago contro il concubinato dei preti. Arialdo appartiene alla famiglia del valvassori di Carimate. Dopo aver terminati gli studi nelle scuole di Milano, si era recato all'estero ed era divenuto maestro nelle arti liberali. Ad Arialdo si associa Landolfo, un chierico appartenente all'ordine minore dei notai, forse appartenente alla famiglia capitaneale de Besana.


1057
10 maggio Era il giorno in cui la Chiesa di Milano festeggiava solennemente la traslazione delle reliquie di S. Nazaro. Il giorno precedente, secondo quanto stabiliva il rito, il clero aveva celebrato i primi vespri nella chiesa di S. Celso ed aveva poi in processione trasferito le reliquie di S. Nazaro da quella chiesa nella basilica di S. Nazaro. Il mattino del 10, sabato, il clero metropolitano doveva recarsi in processione con l'arcivescovo alla chiesa di S. Eufemia, per portarsi poi, passando per S. Celso, di nuovo a S. Nazaro, dove si doveva cantare la messa. I chierici biancovestiti, come li descrive Landolfo, passavano per le vie salmodiando, divisi nei loro ordini; apriva la processione la croce astile, che precedeva l'arcivescovo; una folla faceva ala al corteo. Rompendo questa calma apparente, Arialdo e Landolfo, usciti dall'arengo con una turba di patarini, si scontrarono con la processione a S. Celso.


1057
28 luglio Muore papa Vittore II.


1057
2 agosto Stefano IX è papa, abate di Montecassino e poi cardinale del titolo di S. Crisogono. Al secolo è Federico, principe di Lorena e quindi sesto papa tedesco. Sceglie subito gli uomini più fidati e integerrimi: Pier Damiani (che crea subito cardinale), Anselmo da Baggio, Desiderio di Montecassino.


1057
1 settembre Dopo la rivolta contro Michele VI, che abdica, viene nominato imperatore Isacco Comneno.


1057
ottobre Arialdo deve presentarsi davanti a papa Stefano per esporre le ragioni della rivolta patarinica contro l'arcivescovo Guido. Il papa manda a Milano due suoi legati, Anselmo da Baggio e Ildebrando di Soana. I due legati trovano una città orribilmente divisa in una guerra civile e la soluzione sembra quella di dichiarare l'arcivescovo Guido simoniaco, ma non deposto, perché l'arcivescovo figura tra i partecipanti ai concili di Tribur e di Spira. I due legati procedono per la Germania.


1057
fine Sinodo di Fontaneto, promosso dal clero simoniaco e concubinario. Arialdo e Landolfo non si presentano e vengono quindi scomunicati.


1058
Arialdo fonda a Milano una canonica dei patarini presso la chiesa di S. Maria a Porta Nuova, fuori le mura, dove i chierici possono vivere la loro vita comunitaria in povertà e castità. (Secondo F. Savio, invece, la canonica si trova vicino alla chiesa di S. Bartolomeo, fuori Porta Nuova). Per i decumani non era prevista la vita communis (tranne che per la canonica di S. Tecla) e fino a quel momento avevano potuto vivere nelle loro abitazioni. I patarini affermano che il clero milanese viveva con cani e falchi da caccia, che alcuni sono albergatori e amministratori di beni e altri spudorati usurai.

A Milano si riaccendono più forti gli scontri fra i partiti dei celibatari e dei concubinari. Arialdo e gli altri discepoli patarini combattono ora anche la simonia, fenomeno assai diffuso, tanto che essendo molte pievi state concesse a persone nobili, queste si facevano pagare per darle da amministrare a qualche ecclesiastico.

E' accennato in alcuni documenti del modo con cui si usa convocare il popolo, cioè con scritti affissi sui muri, al suono di campanelli, con grida di donne che chiamano il popolo a radunarsi in un luogo designato. Si usano anche trombe di rame.



1058
29 marzo Muore papa Stefano IX di malaria a Firenze.
Stanchi di papi tedeschi, i romani eleggono il vescovo di Velletri, il romano Giovanni, uomo dei conti di Tuscolo, col nome di Benedetto X. Pier Damiani si ribella e, appoggiato dalla maggioranza dei cardinali, scomunica gli elettori e l'eletto.


1058
5 aprile Benedetto X entra con forza nella basilica del Laterano e si autoconsacra papa.


1058
24 dicembre I cardinali si riuniscono a Siena ed eleggono Gerardo di Borgogna, col nome di Niccolò II. Benedetto X, antipapa, si dà alla fuga. Niccolò è il candidato di Ildebrando, che rientra così quale ideatore, consigliere, promotore di una radicale riforma, non solo ecclesiastica ma soprattutto religiosa.


1059
Scoppia la guerra tra Milano e Pavia, che dura fino al 24 maggio 1061 con la vittoria dei Milanesi.


1059
13 aprile Papa Niccolò II tiene a Roma un concilio in Laterano nel quale si intima ai vescovi di rimuovere i diaconi e i sacerdoti concubinari e di deporre i simoniaci. Vi partecipa Guido da Velate con i vescovi suoi suffraganei Cuniberto di Torino, Guglielmo d'Asti, Benzone d'Alba, Gregorio di Vercelli, Oddone di Novara, Opizzone di Lodi, Adelmanno di Brescia. Approfittando del fatto che l'imperatore ha solo nove anni, con bolla In nomine Domini Niccolò II stabilisce che il corpo elettorale del papa sia composto di soli cardinali vescovi e che agli altri spetti la sola ratifica; per l'imperatore è prevista solo una funzione onorifica. Agnese, reggente per Enrico IV, protesta contro la risoluzione unilaterale e convoca una dieta a Worms, che dichiara non valido il decreto e l’autorità del papa in materia.


1059
inverno Guido ritorna a Milano accompagnato dai legati papali Anselmo da Baggio e Pier Damiani. Essi avevano ottenuto che Guido facesse solenne promessa, sottoscritta anche dai maggiori del clero, con cui rinunciava alla pratica della simonia; infatti coloro che dovevano entrare nella carriera ecclesiastica, dovevano sottostare a un tariffario di tangenti ben stabilito: 12 denari i suddiaconi, 18 i diaconi e 24 i preti. Rinunciava infine al matrimonio e accettava di andare in pellegrinaggio o a Roma o a Tours o a S. Giacomo di Compostela, sottomettendosi alla pratica della flagellazione, imposta da Pier Damiani, che ne dà una elaborata giustificazione teologica, sostenendo che è la suprema manifestazione dell'umiltà e dell'amore di Dio, un'imitazione perfetta delle sofferenze del Cristo stesso.


1059
25 dicembre L'imperatore Isacco Comneno abdica a favore di Costantino Ducas.


1060
aprile
Sinodo di Roma; Arialdo vi partecipa e accusa l'arcivescovo Guido di non rispettare gli impegni sottoscritti contro il concubinato e la simonia. Guido respinge le accuse.


1060
4 agosto
Muore il re di Francia Enrico I; la reggenza viene esercitata da Baldovino V di Fiandra, suocero del duca Guglielmo di Normandia.


1061
Una delegazione di nobili, con a capo il conte Gerardo di Galeria e l'abate del monastero del Clivus Scauri offre al giovane Enrico IV le insegne del patriziato romano e lo prega di usare il diritto che quel titolo gli offriva nell'elezione del pontefice.


1061
23 maggio
A Campomorto i Milanesi sconfiggono i Pavesi nella contesa sul ruolo di capitale.


1061
27 luglio
Muore Niccolò II.


1061
30 settembre
Il milanese Anselmo da Baggio è eletto papa col nome di Alessandro II; decisivo per la sua elezione è stato l'aiuto normanno; ostile invece è la reggente Agnese.


1061
28 ottobre
Concilio di Basilea, in cui si elegge l'antipapa, il vescovo di Parma Cadaloo, col nome di Onorio II.


1062
Erlembaldo, fratello di Landolfo, torna da un pellegrinaggio da Gerusalemme e si pone alla testa dei patarini milanesi.


1062
inizio
La reggente Agnese invia a Roma il vescovo d'Alba, Benzone, per preparare l'ingresso del'antipapa Onorio II.


1062
aprile
L'arcivescovo di Colonia, Annone, rapisce Enrico IV e assume la reggenza, mentre Agnese viene relegata nel monastero di Fruttuaria.


1062
14 aprile
Battaglia al Campus Neronis coi partigiani di Alessandro II. L'antipapa Onorio II, sostenuto anche da Bisanzio, entra in S. Pietro e si ritira in Castel S. Angelo. Viene occupata la città leonina.


1062
30 maggio
Goffredo di Lorena con un forte esercito si accampa al Ponte Milvio e invita i due papi a ritirarsi nelle rispettive diocesi. Goffredo vuole approfittare del momento per diventare arbitro della situazione politico-religiosa italiana. Anselmo da Baggio/Alessandro II si ritira a Lucca, dove rimane fino a marzo 1063.


1062
27 ottobre
Concilio di Augusta per decidere chi è il pontefice. Alessandro II è rappresentato da Pier Damiani.


1063
marzo
Alessandro II, accompagnato da Goffredo di Lorena, entra a Roma.


1063
aprile
Concilio Laterano per condannare Cadaloo/Onorio II; si rinnovano i decreti antisimoniaci di Niccolò II, quelli contro i sacerdoti concubinari, si proibisce agli ecclesiastici di cumulare benefici e di accettare l'investitura dai laici; si raccomanda la vita in comune del clero; ai preti concubinari viene fatto divieto di celebrare la messa.

Onorio II convoca un concilio a Parma e scomunica Alessandro II, accusandolo di essere stato imposto dai Normanni, nemici dell'impero.



1063
maggio
Onorio II, con un esercito lombardo, occupa la città leonina.


1064
30 maggio
Concilio di Mantova. Si discute sulle accuse ad Alessandro II di simonia e di alleanza coi Normanni ai danni dell'impero. Il papa risponde che si discolpa dalle accuse sua sponte, perché il pontefice non deve rispondere a nessuno. Dice di essere stato eletto contro la sua volontà da chi aveva il diritto di farlo. Onorio II viene definitivamente deposto e si ritira a Parma. Rimane suo sostenitore l'arcivescovo di Ravenna Guiberto. Alessandro II viene riconosciuto anche da Guido da Velate per pressione patarinica. Erlembaldo ottiene il gonfalone di S. Pietro. Con la consegna del vessillo il papa stabiliva i vincoli di una sorta di vassallaggio spirituale; si trattava della trasposizione di rapporti feudali sul piano religioso. Alessandro II concedeva a Erlembaldo la spirituale protezione derivante da S. Pietro e lo investiva di funzioni repressive. Erlembaldo si legava al papa col vincolo dell'obbedienza. Essendo un laico, poteva infatti esercitare coercizioni materiali. Sembra che il vessillo fosse un drappo con il disegno di una croce.


1065
Adalardo da Baggio, fratello di papa Alessandro II, è missus di Enrico IV a Milano.

Poiché la Canonica dei Patarini a Porta Nuova non era più in grado di accogliere i numerosi seguaci della riforma, Erlembaldo ne fa costruire un'altra assai ampia con giardini, cortili, scuderie presso la propria casa, davanti alla chiesa dei SS. Vittore e 40 Martiri, tra Porta Nuova e Porta Orientale. Erlembaldo possedeva anche il castello di Legnano.

Erlembaldo ottiene da Alessandro II la destituzione di Azzone da abate di S. Celso e di Alberto da abate di S. Vincenzo, perché erano due canonici che avevano comprato le abbazie.



1065
marzo
In quest'anno era attesa dai Tedeschi la fine del mondo, perché la data della Pasqua cadeva il 26 marzo, data citata nei calendari medievali come quella della vera Resurrezione. Vi fu un grande pellegrinaggio di massa di tedeschi in Terrasanta, che si concluse con lo sterminio di una colonna di 7000 pellegrini presso Cesarea ad opera di predoni arabi.


1065
29 marzo
A soli 14 anni Enrico IV è dichiarato maggiorenne, ma è sotto la tutela del vescovo Adalberto di Brema. Gli viene fatta sposare Berta.
L'impero è in conflitto col papa per aver sostenuto l'antipapa Onorio II.


1066
9 marzo
Legazione di patarini a Roma per denunciare gli abusi di Guido da Velate, che è nuovamente scomunicato.


1066
aprile
Ricompare la cometa Halley e brilla in cielo per una settimana; l'evento è registrato sull'arazzo di Bayeux, che viene ricamato in questi anni.


1066
4 giugno
Pentecoste: Erlembaldo ritorna a Milano da Roma, portando con sè le bolle della scomunica del papa contro Guido da Velate. L'arcivescovo fa appello sullo spirito campanilistico dei milanesi, che avevano sempre lottato per difendere l'autonomia della loro Chiesa da Roma. La protezione concessa ai patarini dal papa permette che l'arcivescovo sia difeso ad oltranza dal clero milanese. Lo scontro avviene nella cattedrale. Guido accusa i patarini di voler assoggettare la Chiesa ambrosiana a quella romana e si scaglia contro Arialdo, che rimane gravemente ferito. I patarini assalgono allora il palazzo arcivescovile e riescono a catturare Guido, che ne esce parecchio malconcio. L'arcivescovo sottopone la città all'interdetto, finché in essa si trattiene Arialdo.


1066
28 giugno
Arialdo, fuggito da Milano, è assassinato su un'isola del lago Maggiore. La scomparsa del leader patarinico determina l'inizio di una crisi nel movimento, durata per un anno.


1067
maggio
Pentecoste: il corpo di Arialdo viene traslato nel monastero di S. Celso, appena riformato.


1067
21 maggio
Muore Costantino Ducas. La moglie Eudocia assume il potere in qualità di reggente per i figli.


1067
luglio Alessandro II invia a Milano una legazione guidata da Mainardo, vescovo di Silva Candida e dal card. Giovanni Minuto per frenare gli eccessi patarini. Viene promulgato uno statuto che deve garantire una riforma del clero, impedire le ingerenze dei laci nell'ambito ecclesiastico, proibire congiure di tipo patarinico e assicurare la pace nella città.

Nello statuto si citano per la prima volta i tre ordini: i capitanei, i valvassori e i mercanti. Il termine "capitaneus" fa la sua comparsa giuridica in questa occasione, sostituendo quasi definitivamente il più antico " miles" o "valvassore maggiore". La posizione dei capitanei è determinata dagli ampi feudi ecclesiastici e deve il suo prestigio sociale e il suo rango alla relazione vassallatica con un vescovo o, più raramente, con un signore laico. La signoria capitaneale è per lo più allodiale, costituita da feudi che derivano dal patrimonio ecclesiastico. Il capitaneus è colui al quale spettano tributi e nelle cui mani si trova un castello, circondato da vassalli (valvassori) investiti da lui di feudi. Molti valvassori sembrano essere entrati in una relazione vassallatica con l'abate di un monastero cittadino. Appartengono a questo ordine mercanti, argentieri e monetieri particolarmente facoltosi, in grado di acquisire feudi e diritti signorili; parte di loro confluirà nella Motta.

Guido da Velate, che non si è ancora ripreso dalle percosse infertegli l'anno precedente, si ritira a vita privata e designa come suo rappresentante Gotofredo o Goffredo di Castiglione, suddiacono ordinario della cattedrale e suo segretario, gradito all'imperatore ma non gradito ai patarini. I Milanesi rifiutano l'arcivescovo, che si ritira nella sua rocca di Castiglione Olona.
Gotofredo si reca in Germania per ottenere dall'imperatore l'investitura. La nomina, avvenuta senza tener conto dei candidati proposti dai milanesi, gli mette contro tutta la popolazione, tanto che l'arcivescovo non può entrare a Milano. Gotofredo si rifugia nel suo castello di Castiglione Olona.



1068
Due chierici da Vallombrosa vengono a Milano per colmare la mancanza di sacerdoti.


1068
agosto Viene fondato a Milano presso la chiesa di S. Eustorgio un ospedale per pellegrini infermi.


1069
Alessandro II non riconosce Goffredo di Castiglione quale successore di Guido.


1070
15 agosto Lanfranco di Pavia è chiamato da re Guglielmo come arcivescovo di Canterbury, carica ricoperta fino al 1089.


1071
gennaio I Milanesi, guidati da Erlembaldo, assediano il castello di Castiglione Olona, dove si è rinchiuso Goffredo.


1071
19 marzo Grande incendio a Milano, detto dai cronisti fuoco di Castiglione, che distrugge la basilica di S. Lorenzo, descritta da Arnolfo come una delle più belle chiese del mondo, per i suoi mosaici nella parte superiore di essa, per le sculture in pietra e altri ornamenti. Il Fiamma dice nel Chron. Maius che questo incendio ebbe origine da una cicogna. Al contrario Bonizone ne dà come autori gli ecclesiastici simoniaci e concubinari.


1071
23 agosto Muore Guido da Velate a Bergoglio.


1072
6 gennaio A Milano i patarini, durante la messa in S. Maria jemale alla presenza del legato romano Bernardo, propongono Attone contro Goffredo. Attone non appartiene al capitolo degli ordinari e, appena entrato nel palazzo arcivescovile, viene malmenato dagli antipatarini sobillati da Goffredo e trasportato a forza in chiesa, dove deve fare pubblica rinuncia della dignità


1072
marzo In un sinodo romano è scomunicato l'arcivescovo di Milano Goffredo da Castiglione.


1073
Il cronista Arnolfo di Milano inizia da quest'anno le Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium.


1073
21 aprile Muore Alessandro II, lasciando il suo episcopato a Lucca al nipote Anselmo, che però rifiuta l'investitura. Anselmo era nato a Milano verso il 1035. Aveva frequentato la scuola presso la cattedrale, poi era stato inviato dallo zio al monastero del Bec, presso Lanfranco da Pavia. Un giorno dopo è eletto papa Ildebrando di Soana col nome di Gregorio VII. E' il monaco cluniacense che ha diretto la politica ecclesiastica vaticana sin dal tempo di Leone IX.


1073
maggio Gregorio VII chiede a Enrico IV di abbandonare l'appoggio a Goffredo da Castiglione. Per tutta risposta l'imperatore fa radunare i suffraganei milanesi per procedere alla consacrazione episcopale. Forte dell'appoggio imperiale, Goffredo riesce a installarsi nel castello arcivescovile di Brebbia già alla fine di aprile, da dove parte alla riconquista delle rocche arcivescovili prealpine. Viene però sconfitto a Lecco.


1073
agosto Anselmo da Baggio è a Verona insieme a Beatrice e a Matilde di Tuscia o Canossa.


1073
settembre Enrico IV scrive al papa promettendo di fare ammenda. Abbandona al suo destino Goffredo da Castiglione e appoggia Attone, amico di Gregorio VII.


1074
Gregorio VII convoca un concilio, che sancisce il divieto di matrimonio per i sacerdoti.


1074
20 aprile Pasqua. Erlembaldo calpesta il sacro clisma del Battesimo portato dai vescovi suffraganei per la vacanza della cattedra arcivescovile e lo sostituisce con uno suo.


1075
Dictatus papae di Gregorio VII: si afferma che solo il papa può deporre o consacrare i vescovi; il suo messo è superiore a tutti i vescovi; non è lecito avere rapporti con gli scomunicati; gli è permesso deporre l'imperatore; nessuno può giudicare l'operato del papa; solo il papa può servirsi delle insegne imperiali.

Grazie alla donazione del nobile Alberico da Soresina, si stabilisce la vita comune tra i canonici di S. Ambrogio a Milano. Inizia la ricostruzione in forme romaniche della basilica.



1075
30 marzo Scoppia un incendio a Milano a causa di una tempesta di vento che porta con sè tizzoni e scintille. Si accusano dell'incendio i patarini. L'incendio devasta il complesso delle cattedrali, S. Nazaro e S. Stefano in Brolo. Nell'incendio della cattedrale invernale si perde l'altare d'oro, la Biblioteca capitolare e tutti i documenti custoditi in sacrestia.


1075
5 aprile Pasqua: Erlembaldo rifiuta di nuovo il crisma perché mandato da un vescovo scismatico. Si tiene una grande adunanza nel teatro ed Erlembaldo trascende nuovamente. I nobili si adunano fuori Milano e deliberano di non ricevere nessun arcivescovo se non dall'imperatore e di difendere i diritti fino allora esercitati sulle chiese e sui benefici ecclesiastici.

Nello stesso mese di aprile Erlembaldo viene ucciso da Arnaldo da Rho. Grande è l'esultanza dei nemici, che si recano in S. Ambrogio per ringraziare Dio e il patrono per averli liberati da tale incomodo. A Liprando, prete patarino che doveva la sua posizione nella vita ecclesiastica e politica milanese essenzialmente al legame che lo aveva unito a Erlembaldo, vengono mozzati il naso e le orecchie. Molti patarini si rifugiano a Cremona, per sfuggire il linciaggio.

Andrea di Strumi scrive la Vita Arialdi, che ricostruisce la storia della Pataria. Andrea aveva abitato dal 1061 al 1067 nella Canonica di Porta Nuova. Per scrivere la sua storia aveva attinto ai suoi ricordi personali, a quanto aveva udito dal fratello di Arialdo e dal prete Siro, anch'egli membro della Canonica.



1075
giugno Dopo la morte di Erlembaldo i Milanesi, non volendo accettare né Goffredo né Attone, scelgono tre diaconi e un notaio del clero maggiore e pregano Enrico di decidersi per uno di loro. L'imperatore non accetta nessuno dei candidati e elegge il 27 settembre Tedaldo, membro della cappella imperiale, suddiacono o notaio della metropolitana, che durante la battaglia dell'imperatore contro i Sassoni aveva portato accanto all'imperatore la Santa Lancia, insegna sacro-romana imperiale.


1075
7 dicembre Gregorio VII intima a Tedaldo di andare a Roma e discolparsi di avere usurpata la sede e ai vescovi suffraganei di Milano di non consacrare Tedaldo. L'elezione di Tedaldo è l'elemento scatenante della crisi tra papa e impero.


1076
24 gennaio
Dieta di Worms. Enrico IV si sottrae all'obbedienza di Gregorio, che dichiara deposto; così fanno i vescovi lombardi riuniti a Vicenza: l'onda patarina è finita. Il papa reagisce scomunicando Enrico e i vescovi conciliari.
Enrico cadeva sotto la minaccia dei feudatari tedeschi a lui ostili, come i duchi di Svevia, di Carinzia e di Baviera, sciolti dal vincolo di fedeltà.


1076
4 febbraio
Al rifiuto del papa di riconoscere la sua nomina, Tedaldo si fa consacrare vescovo dai suffraganei. Qualche giorno prima, durante l'assemblea dei vescovi italiani a Piacenza per confermare la condanna del pontefice, deliberata a Worms, aveva partecipato anche Tedaldo, attirandosi la prima scomunica.


1076
13 marzo
Un altro incendio distrugge la basilica di S. Tecla o estiva.


1076
aprile
Dopo Pasqua una nuova assemblea di vescovi, riuniti a Pavia, dichiara scomunicato Gregorio VII. Il papa si rivolge in aprile e in ottobre ai patarini esortandoli a lottare contro Tedaldo.


1076
inverno
Inverno molto freddo.


1077
25 gennaio
Enrico IV, per motivi di opportunità politica, si presenta umiliato davanti a Gregorio VII a Canossa, dove il papa era ospite della contessa Matilde; il suo sacrificio non ottiene i risultati sperati, perché in marzo si verifica ugualmente la scissione.
I Milanesi mandano a Gregorio VII degli ambasciatori, tra i quali vi è lo storico Arnolfo, per domandare l'assoluzione per aver comunicato coll'arcivescovo Tedaldo (Arnolfo, V, 9).


1077
febbraio
Gregorio VII manda due legati a Milano per riconciliare la S. Sede e la Chiesa ambrosiana dopo i trascorsi filoenriciani: Anselmo da Baggio e il card. Gerardo di Ostia. Non riesce un tentativo di sedizione contro i legati, promosso dall’arcivescovo Tedaldo, dimostrazione della perdita di controllo della città da parte dell'arcivescovo. Forse Tedaldo non è più a Milano.


1077
15 marzo
Dieta di Forchheim che elegge Rodolfo di Svevia nuovo re di Germania; Gregorio non si pronuncia subito a suo favore ed Enrico cerca nuovamente di trattare col papa.


1077
aprile
Tedaldo è a Pavia con Enrico IV e il suo atteggiamento gli procura una nuova scomunica. Enrico IV chiede a Gregorio VII che lo riconosca come re d'Italia e gli permetta di farsi incoronare a Monza dai vescovi di Pavia e di Milano o da altri di sua designazione. Il papa rimanda la decisione alla dieta dei signori italiani, alla quale spettava l'elezione del re d'Italia. La famiglia dei Landriani per fedeltà all'imperatore riceve in feudo S. Colombano.


1078
Il cronista Arnolfo di Milano termina il suo Liber gestorum recentium, cinque libri che narrano gli avvenimenti milanesi nel periodo tra il 925 e il 1077, con spirito polemico nei confronti della politica ecclesiastica romana.


1078
febbraio
(febbraio-marzo)
Concilio Lateranense: scomunica di Tedaldo e sospensione delle funzioni episcopali.


1079
febbraio
Concilio Lateranense: viene di nuovo scomunicato Tedaldo. E' l'inizio dello scisma che per circa un decennio separerà la Chiesa ambrosiana da quella romana.


1080
Gregorio scomunica nuovamente Enrico IV e opta per Rodolfo di Svevia.


1080
25 giugno
Enrico IV a Bressanone elegge l’antipapa Clemente III, ossia l’arcivescovo di Ravenna Guiberto. Gregorio deve fuggire a Salerno, aiutato da Roberto il Guiscardo. Per l’occasione vengono "scoperte" a Salerno le reliquie di S. Matteo che erano andate perse.
Tedaldo è fedele a Enrico IV, motivo per cui il papa sottrae alcune diocesi suffraganee al metropolita milanese. E' in atto un vero e proprio scisma tra il vertice della Chiesa milanese e il papato. Le truppe lombarde fedeli ad Enrico sconfiggono a Volta Mantovana l'esecito di Matilde di Canossa. Landolfo sr, antigregoriano, insinua che Gregorio fosse animato da profondo odio verso Milano a causa della diversità di rito.


1080
15 ottobre
In una battaglia decisiva Rodolfo di Svevia muore e Enrico IV potrebbe tornare a regnare, ma la nobiltà tedesca si rifiuta di riconoscerlo.


1081
Da un documento risulta che a Milano il monastero di S. Maria d'Aurona era stato devastato da un incendio.


1081
4 aprile
Alessio I Comneno è imperatore. Si assicura l'aiuto di Venezia contro i Normanni di Roberto il Guiscardo, che conquistano Durazzo e si spingono fino a Larissa.


1081
14 aprile
Enrico IV e sua moglie Berta sono incoronati a Pavia regnanti d'Italia dall'antipapa Clemente III.
Nel frattempo in Germania alcuni principi ribelli nominano re Ermanno di Lussemburgo.


1081
25 luglio
Enrico IV dichiara Matilde decaduta dal marchesato. Anselmo da Baggio rimane con lei, essendo dal 1074 suo padre spirituale.


1082
maggio
Trattato tra Venezia e il basileus Alessio I. Il doge ottiene per sé e per i suoi successori il titolo di protosebastos; Venezia si fa pagare caro il suo appoggio: ottiene il diritto di libero commercio in tutte le regioni dell'impero bizantino, senza dover pagare dazi, per cui era avvantaggiata rispetto ai commercianti bizantini. Le vengono inoltre concessi molti magazzini a Costantinopoli e tre moli a Galata. La tassa si chiamava kommerkion ed era del 10% sul trasporto e sulle vendite.


1082
novembre
(novembre-dicembre)
L'arcivescovo di Milano Tedaldo accompagna Enrico IV all'assalto di Roma, guidando una schiera di mille cavalieri, da lui stesso assoldati.

Inverno molto freddo.



1083
Enrico IV s’impadronisce della città leonina e celebra il Natale in S. Pietro con l’antipapa.


1084
marzo
Concilio lateranense presieduto da Gregorio VII. Conferma Attone legittimo arcivescovo di Milano, ma non è sufficiente a fargli occupare la sua diocesi.
Clemente III riesce a scalzare Gregorio VII dal soglio pontificio e a incoronare il 31 marzo Enrico IV imperatore.


1084
maggio
Roberto il Guiscardo assedia e saccheggia Roma. Libera Gregorio VII e lo trasferisce a Salerno.


1084
giugno
Brunone di Colonia fonda presso Grenoble la Grande Chartreuse, da cui prenderà vita l'ordine dei Certosini, con una regola molto severa.


1084
2 luglio
Le milizie di Enrico IV vengono sconfitte a Sorbara dall'esercito di Matilde di Canossa. Anselmo mantiene le relazioni con il re d'Inghilterra Guglielmo, col quale è in corrispondenza.


1085
25 maggio
Muore nel castello di Arona l'arcivescovo Tedaldo, lo stesso giorno in cui muore Gregorio VII a Salerno.


1086
18 marzo
Muore a Mantova Anselmo da Baggio. Sarà canonizzato un anno dopo da papa Vittore III.


1086
24 maggio
Vittore III è papa: è il benedettino Desiderio, abate di Montecassino. Deve accontentarsi di vivere sull'isola Tiberina o in Trastevere, perché la città leonina è nelle mani dell'antipapa Clemente.


1086
1 luglio
Anselmo III da Rho è arcivescovo di Milano per nomina di Enrico IV. Al momento della consacrazione accoglie l'imposizione delle mani da un solo vescovo invece che da tre, come richiesto dalle norme canoniche. L'elezione non viene ritenuta valida dal papa.


1087
1 maggio Traslazione delle reliquie di S. Nicola di Mira a Bari. Nicola era stato vescovo di Mira e si credeva che fosse stato martirizzato durante la persecuzione di Diocleziano. Dopo il crollo del potere bizantino a Manzikert nel 1071, Mira era stata quasi abbandonata dagli abitanti. Nella primavera del 1087 alcuni mercanti baresi si incontrarono durante una spedizione commerciale ad Antiochia e decisero di sottrarre il santo, già venerato in Occidente. Compiuta la rapina ai danni del monastero di Mira, la giustificarono col "fatto" che S. Nicola non si era ribellato al trasloco a Bari, dove sarebbe stato più al sicuro dagli infedeli. Il successo dei baresi fu tale che altri cercarono di condividerne i vantaggi e in poco tempo molte chiese d'Europa vantavano reliquie del santo. I marinai che avevano trasportato il corpo a Bari misero in giro la voce che si erano tenuti i denti del santo e frammenti della sua tomba. I veneziani sostennero che i baresi avevano abbandonato a Mira la metà del corpo, che venne trasportato a Venezia nel 1099.


1087
16 settembre Muore papa Vittore III.


1088
L’arcivescovo di Milano Anselmo III si ritira per qualche tempo in un monastero. Urbano II, già Ottone vescovo di Ostia, eletto papa il 12 marzo di quest'anno, gli invia il pallio. Anselmo si mostra favorevole alla riforma cluniacense permettendo ad Alberto di Sogra, monaco di Cluny, di fondare un monastero a Pontida e un monastero femminile a Cantù. Papa Urbano II si fa promotore, con Pietro l’Eremita, della crociata per la liberazione del Santo Sepolcro. Il papa è Ottone di Lagery, allievo di Brunone, il fondatore dell’ordine dei Certosini. Era stato Gregorio VII a volerlo a Roma come consigliere, creandolo vescovo. Roma gli è ostile e solo con l’appoggio della contessa Matilde, sposa novella di Guelfo di Baviera, gli è possibile entrare a Roma.


1089
Concilio di Melfi: per evitare pratiche di simonia si prescrive che i monasteri e le canoniche chiedano il consenso episcopale per l'acquisizione di chiese private, decime e altre spettanze di giurisdizione ecclesiastica.

Data approssimativa della Historia Mediolanensis di Landolfo sr.



1089
28 maggio Muore Lanfranco di Pavia, arcivescovo di Canterbury.


1090
Diploma sottoscritto da Albino, prete e canonico di S. Giovanni in Conca, dal quale si deduce che la chiesa aveva un capitolo di Canonici.


1090
marzo Enrico IV viene in Italia contro Matilde di Canossa e suo marito Guelfo IV; assedia Mantova.
Corrado, figlio di Enrico IV, si schiera dalla parte di papa Urbano II, con Matilde di Canossa e diverse città lombarde.


1091
Lanfranco de la Pila fonda a Milano un nuovo ospedale per i poveri pellegrini presso la basilica di S. Simpliciano.


1093
Corrado, figlio di Enrico IV, viene incoronato come re d'Italia a Milano in S. Ambrogio. Una tradizione risalente a Landolfo jr (XII sec.) vuole che Corrado abbia ricevuto la corona anche a Monza.


1093
4 dicembre Muore l'arcivescovo di Milano Anselmo III da Rho, che viene sepolto in S. Nazaro, ma i restauri della chiesa verranno ultimati solo dopo il 1112, data della donazione di Gisla per terminare i lavori. Data a quest'epoca il grandioso tiburio ottagonale, la volta a crociera costolonata, le absidi dei bracci di croce. L'esterno dell'abside maggiore appare fregiata da ampie arcature rette da titlei semipilastrini in pietra e cotto, inquadranti le finestre a strombo multiplo, che recano titleernate negli stipiti colonnine nane con capitelli. Alcune ripetono quelle di S. Lorenzo e S. Giovanni in Conca.


1093
6 dicembre Arnolfo III di Porta Orientale è eletto arcivescovo di Milano. E' inviso ai Milanesi e si rifugia a Civate.


1094
Sinodo di Autun che per primo propone di bandire la crociata.

Un monaco cluniacense diventa vescovo di Santiago de Compostela; l'abbazia borgognona controlla ormai Vezelay, S. Martiale a Limoges, St Gilles, Moissac e St Eutrope a Saintes.

A Venezia è consacrata la basilica di S. Marco.



1095
Viene sciolto il matrimonio tra Matilde di Canossa e Guelfo V di Baviera; i Guelfi continueranno ad accampare diritti ereditari sulla Toscana.


1095
marzo Concilio di Piacenza, presieduto da papa Urbano II, che bandisce la prima crociata. L'organizzazione viene affidata a Pietro l'Eremita.
Arnolfo III è consacrato dai vescovi tedeschi Dimone di Salisburgo, Ulderico di Passau e Gabardo di Costanza. A sostenerlo interviene anche Corrado, figlio dell'imperatore Enrico IV, re di Germania e d'Italia e duca di Borgogna. A Civate Arnolfo edifica l'oratorio di S. Benedetto.


1095
aprile Urbano II è a Cremona, dove ottiene dal re Corrado la rinuncia a investire i vescovi.


1095
maggio Urbano II è a Milano. In questa occasione santifica Erlembaldo.
L'arcivescovo Arnolfo III ne colloca le spoglie in un sarcofago nella chiesa di S. Dionigi.


1095
giugno giugno- novembre
Concilio di Clermont Ferrand per indire la crociata su appello di Alessio I Comneno. E' l’avvenimento centrale della storia del cristianesimo medievale. Urbano II chiede che ogni convenuto giuri di compiere il suo pellegrinaggio e fa distribuire le croci così che chiunque le accetta non possa più tornare sulla sua decisione. Ogni crociato riceve l’indulgenza plenaria per i peccati passati e futuri, cioè la garanzia della vita eterna. Un porto d’imbarco è Cremona, che si riempie di pellegrini. Gli ebrei che rifiutano di convertirsi sono massacrati dalla folla a Rouen e Worms .


1096
Il chierico Nazario Muricola si sostituisce ai sacerdoti della sua parrocchia e fonda un habitaculum presso la erigenda chiesa di S. Babila, accanto alla chiesa di S. Romano.


1096
primavera Pietro l'Eremita inizia a mettersi in moto verso la Terrasanta con una folla eterogenea di alcune migliaia di persone, qualificate come "pezzenti".


1096
15 agosto E' la data fissata per la partenza della crociata.
Arnolfo III concede a Landolfo da Baggio, preposito e ai canonici di S. Ambrogio la chiesa di S. Maria Greca.


1096
settembre Papa Urbano II predica in S. Tecla e concede ai "vicini" di eleggere i preti della loro chiesa, per evitare la simonia.


1096
15 ottobre Data ufficiale della partenza per la Terrasanta. I Milanesi partecipano alla prima crociata con Giovanni da Rho, capitano, Ottone Visconti, Ardizzone da Rho, Guglielmo da Rho, Benedetto da Corticella. Qui s'innesta la leggenda dello stemma visconteo. Secondo il sac. E. Galli l'insegna fu usata nella prima crociata, dove i Milanesi erano guidati da Giovanni da Rho, che per primo piantò a Gerusalemme il vessillo dei crociati fatto proprio dal Comune di Milano. Le origini del biscione sono, secondo il Galli, nel serpente di bronzo che Arnolfo II aveva riportato nel 1002 da Costantinopoli. C'è invece chi sostiene che si tratti di una vipera e che derivi da un'insegna longobarda: restò comunque al visconte Ottone, capostipite di quel ramo dei Visconti che poi governerà su Milano.


1097
Atto del chierico Eriberto stipulato dal notaio del sacro palazzo Giovanni "in civitate Mediolani, in consulatu civium, propre ecclesiam Sancte Marie". Questo atto viene ritenuto da alcuni storici come la prima citazione della magistratura consolare milanese.


1097
24 settembre Muore l'arcivescovo di Milano Arnolfo III, sepolto nel monastero di S. Calogero a Civate.


1097
3 novembre Il clero radunato nella basilica di S. Ambrogio elegge Anselmo IV da Bovisio, preposito di S. Lorenzo, vescovo di Milano, su designazione di Urbano II. Anselmo viene consacrato da vescovi estranei alla provincia ecclesiastica milanese e ricerca l’appoggio di Matilde di Canossa. Durante la sua elezione scoppiano nuovi tumulti perché il designato sarebbe Landolfo da Baggio, che vista la malparata si ritira nella chiesa di S. Giovanni alle 4 facce, vicina alla sua abitazione. Anselmo saprà far penetrare lo spirito della riforma romana in tutta la diocesi, senza però mettere in ombra la peculiarità della chiesa milanese. Fra i primi promossi dall'arcivescovo è Nazario Muricola, che diventa presbitero. Anselmo lo invia alla sede vescovile di Savona per sovrintendere l'elezione del nuovo vescovo, che Nazaro individua in Grossolano.


1098
Inizia la costruzione a Rivolta d'Ada della chiesa di S. Sigismondo.

La basilica di S. Ambrogio a Milano inizia la trasformazione della copertura da lignea in muratura, senza tiburio.



1098
gennaio L'arcivescovo di Milano ha ancora parte nel governo civile della città, perché a lui si deve ricorrere negli affari giudiziari civili; l'arcivescovo aveva il diritto di presiedere e sciogliere il consiglio pubblico. Anche le mura della città rientravano sotto la giurisdizione dell'arcivescovo.


1098
21 marzo Festa di S. Benedetto. Viene fondata l'abbazia di Citeaux vicino a Digione, come una corrente di monachesimo riformato in polemica ormai con quello cluniacense. Si sostiene che la regola di S. Benedetto deve essere interpretata alla lettera. I Cistercensi devono mantenersi lavorando perché il lavoro è l'arma principale della lotta spirituale. Un'altra importante caratteristica per cui il monachesimo cistercense si differenzia da quello cluniacense è il voler dipendere dall'autorità diocesana. Per questo motivo i vescovi favoriranno la fondazione di monasteri cistercensi.


1098
5 aprile Concilio provinciale di Milano, nel quale Anselmo vuole mettere ordine nella chiesa milanese prima di partire per la crociata, affrontando la soluzione di gravi problemi risalenti al periodo dello scisma; nella provincia ecclesiastica continuavano a essere presenti situazioni scismatiche e simoniache dovute all’azione congiunta di Enrico IV e dell’antipapa Clemente III; s’impone al clero la rinuncia a ogni proprietà personale. In quel concilio Anselmo IV appare come la più alta autorità ecclesiastica dell’Italia Sett., ma anche uno dei punti di forza del papato. Nel corso del sinodo si esamina la controversia fra monaci e canonici di S. Ambrogio, decidendo a favore di questi ultimi. Anselmo istituisce un mercato presso S. Ambrogio esente da imposte e protetto da una pace di 16 giorni in occasione della festa dei SS. Gervasio e Protasio. Decreta l’esenzione della curtadia, cioè il pedaggio dei viandanti.


1099
Processo tra i monaci di S. Simpliciano e i canonici di S. Protaso ad Monachos davanti all'arcivescovo Anselmo: i vicini di S. Protaso hanno eletto i preti e l'abate di S. Simpliciano si oppone all'elezione. L'arcivescovo Anselmo dà ragione all'abate.

Dalla fine dell'XI secolo la leggenda di san Barnaba è ormai attestata. A Milano sono dedicati all'apostolo due chiese nel palazzo dell'arcivescovo inferius et superius, ma con san Anatelone, una chiesa era "ad canonicam in brolio" vicino all'ospedale fondato da Goffredo da Bussero nel 1145; un altare era in S. Giovanni in Conca, S. Giorgio in Palazzo e S. Nabore.

Il prete decumano e patarino Liprando si oppone alla partecipazione milanese alla crociata per motivi economici. Per ingraziarsi la Pataria, Anselmo fa traslare il corpo di S. Arialdo dal monastero di S. Celso alla chiesa di S. Dionigi, dove alcuni anni prima era stata collocata la salma di Erlembaldo.
Bolla di Urbano II al prete Liprando con cui prende sotto la protezione della S. Sede la chiesa e canonica della SS. Trinità, fondata da Liprando nel luogo che si dice Pons Guinizeli, nel borgo degli Ortolani fuori Porta Comàsina.

Il vescovo di Genova Arialdo organizza la Compagnia del Comune, una sorta di associazione fra i rappresentanti dei diversi rioni in cui era divisa la città. La stessa organizzazione voluta dai vescovi si ha in molte altre città dell'Italia Settentrionale.



1099
15 marzo L'arcivescovo di Milano Anselmo traccia col suo bastone pastorale nell'orto del monastero di Aurona i segni per la costruzione di una cappella dedicata a S. Silvestro, che la badessa Rolinda voleva innalzare. Il decreto da lui emanato, che nessuno dei cappellani potesse avere alcun edificio nelle torri e sopra il muro della città nel tratto che andava dalla porta di soccorso fino al monastero, lascia intendere che le mura della città erano in possesso degli arcivescovi.


1099
luglio Gerusalemme è nelle mani dei crociati. Alcuni provenzali vedono nella conquista il preludio alla fine del mondo e attendono con ansia la discesa del Cristo e dei santi. Si formano gli Stati cristiani d'Oriente, detti franchi, avamposti nella guerra contro i Turchi e necessitanti di continui rinforzi.


1099
13 agosto Raniero di Bieda è papa col nome di Pasquale II. Il pontefice si pone sul capo, per la prima volta, la corona imperiale.


1100
Intorno a questa data Landolfo seniore, ecclesiastico milanese, scrive la Historia Mediolanensis , che si conclude con la morte di Gregorio VII (1085). Landolfo manifesta la sensazione di una irrimediabile sconfitta della tradizione autonomistica della Chiesa ambrosiana.
Compare per la prima volta il termine "populus" come ordo specifico e unitario dal punto di vista degli ordinamenti pubblici.


1100
15 luglio In occasione del primo anniversario della liberazione di Gerusalemme l'arcivescovo Anselmo IV istituisce, presso la chiesa del S. Sepolcro di Milano, una festa annuale e un mercato esente da imposte; stabilisce inoltre una grande indulgenza per coloro che nel giorno della festa visitino la chiesa.


1100
13 settembre L'arcivescovo di Milano Anselmo IV parte verso l’Oriente alla testa di un esercito di 50.000 uomini che, obbedendo ad un desiderio di Urbano II, ha reclutato in tutta la Lombardia. Secondo una tradizione, Anselmo regge a guisa di stendardo un braccio di sant'Ambrogio. Al suo seguito sono anche il vescovo di Pavia, il conte di Biandrate e Landolfo da Vergiate, preposto della canonica di S. Nazaro. Anselmo IV morirà il 30 settembre 1101 a Costantinopoli , dove verrà sepolto nella chiesa di S. Nicola.